La legge 133, le forme di protesta e tutto il resto

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La legge 133, le forme di protesta e tutto il resto

Messaggiodi giocchi27 il Ven 10 Ott 2008 7:21 pm

Come quasi tutti di voi avete già sentito a lezione o tra colleghi, per ora è un brutto periodo per l'università italiana.
per la prima volta tutto il corpo universitario (Docenti, Ricercatori e studenti) è unito contro un unico avversario: la legge n. 133 del 6/8/2008.

vi posto il documento che per ora è stato letto in tutte le aule della nostra facoltà,
in più anche l'articolo dell'unione degli universitari Nazionale
questo per farvi capire che tutti l'italia si sta muovendo....quidni non siamo soli!

Dobbiamo far cambiare quaesta legge che hanno ufficializzato ad Agosto!!!
senza nessuna discussioen prima!
insomma l'hanno fatta proprio sotto banco! ed ora e ne prossimi anni ne piangeremo le conseguenze se non facciamo nulla!

non so come si carica un file nel forum...quindi per ora vi posto il link
http://www.mediafire.com/?sharekey=2175 ... 1be6052d7b




e qui di seguito l'articolo ;)
DOPO GELMINI E TREMONTI, ANCHE BRUNETTA ALL’ATTACCO SULLA RICERCA

Vi piacerebbe nella vita fare i ricercatori? Scordatelo! E’ evidente che questo Governo ha deciso di non investire più nulla sulla ricerca e che accedere a questo tipo di professione è ormai un’impresa praticamente impossibile. La legge 133 introduceva tagli ai finanziamenti e una netta riduzione dei posti a disposizione dentro le università (per due anni ogni cinque pensionamenti potrà essere assunta una sola nuova persona). Ora il Governo agisce anche per eliminare chi nel mondo della ricerca ci è già entrato, ma purtroppo per lui, da precario.

È stato infatti presentato da Brunetta un emendamento che intende abrogare le norme sulla stabilizzazione dei lavoratori precari dell’università, della ricerca e di tutta la pubblica amministrazione. Nonostante le molte iniziative realizzate in vari luoghi di lavoro il Governo si è limitato a posticipare l’entrata in vigore di queste norme. I centri di ricerca italiani sono profondamente colpiti dal precariato, ed una norma di questo tipo, che prevede addirittura la decadenza automatica dei contratti attualmente in proroga priva la ricerca italiana oltre che del suo futuro anche del suo presente e mette letteralmente per strada milioni di lavoratori.

L’Unione degli Universitari intende esprimere il suo sostegno e la sua solidarietà ai lavoratori che hanno manifestato davanti al Ministero della Pubblica Amministrazione, che manifesteranno il giorno 8 davanti al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e che stanno portando avanti svariate iniziative territoriali di protesta.


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Re: La legge 133, le forme di protesta e tutto il resto

Messaggiodi eskimo-f il Ven 17 Ott 2008 3:16 pm

cosa si è deciso?
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Re: La legge 133, le forme di protesta e tutto il resto

Messaggiodi giuliox il Ven 17 Ott 2008 3:38 pm

ho letto da qualche parte in qualche mail o post di forum che la Gelmini sarà a Palermo il 20 ottobre...non so dove ne a che ora...organizziamo un attentato!!! :grin: così addio ministro ed addio riforma :grin: e poi se ciò va a buon fine, per brunetta "conziamo" una cosa simile...

sappiate che comunque loro intendono portare il livello d'istruzione dell'italia a livelli bassi...ecco il vero motivo della riforma...quindi lo scopo reale della riforma è solo 1 : "IGNORANTIZZARCI"...governare un popolo di pecore che oltre a belare e pagare tasse anche sull'aria che si respira non sanno fare altro è più facile...invece governare un popolo nel quale 1 su 100 dice una parola o ha un idea avversa a quella del governo può causare problemi per loro...
Non pensate di pregarci senza aver prima combattuto duramente.
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Re: La legge 133, le forme di protesta e tutto il resto

Messaggiodi giocchi27 il Ven 17 Ott 2008 4:09 pm

andate in questo sito
http://www.protestaunipa.info/

spero che chi non sia venuto lo ha fatto per dei buoni motivi.....
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Che ne pensate delle forme di protesta?

Messaggiodi Lauke il Ven 17 Ott 2008 5:23 pm

Ragazzi ho letto il documento letto in facoltà, e ho assistito "all'ultimo pezzettino" della manifestazione la... Di ste forme di protesta cosa ne pensate? L'unica che ho trovata sensata, è quella delle lezioni in luoghi pubblici...le altre bu, almeno per quel che ho visto, un pò meno voi che ne dite?
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Re: Che ne pensate delle forme di protesta?

Messaggiodi Lauke il Ven 17 Ott 2008 6:45 pm

P.S. Qualkuno può postare cosa di preciso contenga sta riforma/legge o quello che skifo è? PRECISO PRECISO PRECISO
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Re: Che ne pensate delle forme di protesta?

Messaggiodi eskimo-f il Ven 17 Ott 2008 6:51 pm

Non so, soprattutto l'oscuramento nel sito mi lascia qualche perplessità...
Le lezioni notturne non so quanto siano fattibili per chi non è di Palermo e non ha mezzo...

vedremo, comunque.
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Re: Che ne pensate delle forme di protesta?

Messaggiodi federiko il Ven 17 Ott 2008 6:53 pm

bè se sei veramente interessato a sapere d cosa parla qst legge consiglio di andartela a leggere direttamente tu http://web.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
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Re: Che ne pensate delle forme di protesta?

Messaggiodi Lauke il Ven 17 Ott 2008 9:17 pm

A me la cosa che lascia mooooooooooooolto perplesso, è l'incitamento all'occupazione. Cioè mi pare una cosa veramente, ma veramente I-NU-TI-LE.
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Re: La legge 133, le forme di protesta e tutto il resto

Messaggiodi alexic il Ven 17 Ott 2008 9:55 pm

Ho unito i due topic in modo di non disperdere le forze.

Io oggi c'ero all'assemblea, e devo dire che ci siamo dovuti spostare alla fossa di architettura, ed eravamo veramente tanti!

I punti su cui verte la protesta sono:

Durante l’Assemblea sono stati evidenziati i punti della suddetta legge che risultano di particolare criticità per il futuro dell’Università:
- riduzione al 20% del turnover dell’unità di personale (una nuova assunzione ogni cinque pensionamenti) con conseguente forte impoverimento del corpo docente, grave compromissione del rinnovamento dello stesso, impossibilità di procedere all'assunzione di nuovi ricercatori e inevitabile diminuzione delle opportunità di formazione degli studenti;
- riduzioni progressive e sempre più drastiche del Fondo di Finanziamento Ordinario che costringerà, per fare fronte alle necessità economiche dei singoli Atenei, anche all’innalzamento progressivo delle tasse d’iscrizione per gli studenti ed alla inevitabile diminuzione dei servizi erogati;
- possibile trasformazione, anche se non obbligatoria, degli Atenei italiani in Fondazioni di diritto privato, via difficilmente perseguibile da molti Atenei, soprattutto quelli meridionali, che soffrono per la mancanza di un tessuto economico e industriale locale forte e progredito.


Le proposte di protesta sono:
Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi competenti su questo problema cruciale per lo sviluppo stesso del Paese, l’Assemblea delibera di intraprendere le seguenti azioni:

1) lettura del presente documento in tutte le aule dell'Ateneo durante le ore di lezione e in occasione delle adunanze degli organi collegiali e invito alla sottoscrizione dei documenti di protesta appositamente redatti da parte di Studenti e Docenti;

2) istituzione di tavoli per la raccolta di firme di sottoscrizione dei documenti di protesta di cui al punto precedente;

3) coordinamento a livello nazionale per l’indizione di una giornata di astensione dalle attività didattiche e di una manifestazione contro la Legge 133;

4) svolgimento di lezioni nei luoghi pubblici della città di Palermo, previa comunicazione alle Autorità competenti, e/o in orari notturni presso le strutture dell'Ateneo, organizzate dai tavoli di coordinamento;

5) forme di protesta energiche, quali la rinuncia agli incarichi di docenze per supplenza, per carico didattico aggiuntivo e per contratto, da mettere in atto nella ipotesi di adesione corale di Docenti e Studenti, con conseguente sospensione e/o mancato avvio dell’Anno Accademico;

6) richiesta al Senato Accademico di deliberazioni riguardanti:

a) La presa di posizione nei confronti della legge 133 con particolare riferimento alle linee generali di politica finanziaria da adottare nell’ateneo di Palermo;

b) La netta presa di posizione contro qualsiasi ipotesi di trasformazione dell’Ateneo palermitano in fondazione, che impegni gli organi collegiali per il presente ed il futuro.

7) istituzione di tavoli di coordinamento che coinvolgano docenti, assegnisti, dottorandi e studenti da attivarsi a diversi livelli (Facoltà, Ateneo, Atenei italiani);

8) acquisto, a seguito di auto-finanziamento, di spazi sui principali quotidiani locali e nazionali, sui quali illustrare le ragioni della protesta (il documento andrà predisposto dai tavoli di coordinamento). A tal fine i docenti manifestano la disponibilità a devolvere il corrispettivo di una giornata lavorativa;

9) adesione di tutti i docenti, assegnisti, dottorandi e studenti alla manifestazione di protesta indetta per il giorno 20 ottobre, in vista anche della probabile presenza del Ministro;

10) richiesta al Magnifico Rettore di disporre l'oscuramento dell’intero sito WEB dell’Ateneo per le giornate di protesta. Le pagine verranno coperte da un breve messaggio che spieghi le ragioni della protesta;

11) richiesta di annullamento delle manifestazioni celebrative per l’inaugurazione del nuovo Anno Accademico e destinazione della eventuale cifra stanziata in bilancio per l’acquisizione di ulteriori spazi informativi su quotidiani nazionali, secondo modalità concertate tra gli Atenei italiani. In tal senso si chiede al Rettore di farsi parte attiva presso i Rettori di altri Atenei;

12) organizzazione di ogni ulteriore forma di protesta utile e condivisa
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